NUOVE PIATTAFORME, STESSE REGOLE – I TCG nell’era digitale

Qualora non aveste già letto altri articoli di questa rubrica, questa è la serie Carte in mano di TheCornerd dove si parla di TCG a tutto tondo! Benvenuti, o ben ritrovati, e via alle pescate!

Nell’ultimo articolo di questa rubrica, ho citato i software online come nuovo strumento per un facilitato e maggiormente diffuso accesso ai nostri benamati TCG, ma è davvero così?

La risposta è molto più complessa di una boss fight di Dark Souls™, quindi armiamoci di pazienza e proviamo a sviscerare insieme la questione!

Carta canta, ma Internet è più comodo

Quando uscì Magic™, nel lontano 1993, il World Wide Web (www; sì, proprio quello davanti a praticamente qualunque pagina si visiti sul web, inclusa quella dove state leggendo questo stesso articolo ndr) veniva reso di dominio pubblico e privo di royalty dal CERN di Ginevra. Forse solo una coincidenza, oppure l’ennesima dimostrazione che nulla accade per caso: quelli che sarebbero diventati il gioco di carte collezionabili più giocato al mondo e lo strumento più utilizzato da pressoché chiunque e dovunque vedono la luce nello stesso anno. E per quanto al tempo apparissero distanti e diversi, ora sono più vicini e connessi che mai.

I Big Three (Magic™, Yu-Gi-Oh™ e Pokémon TCG™),come spesso vengono chiamati in inglese, debuttarono tutti in formato cartaceo. D’altronde, il più giovane di loro, Pokémon TCG™, nacque nel 1999, quando Internet era ancora agli albori. Nonostante ciò, tutti e tre oggi dispongono di software ufficiali dove poter collezionare, scambiare e giocare proprio come accade per la controparte fisica. Perché questo è ciò che domanda il mercato per rimanere al passo coi tempi.

Questi software sono essenzialmente dei programmi, gratuiti o a pagamento, nei quali ci si registra creando un account. Al proprio account sarà associata una collezione di carte iniziale predefinita che si potrà ampliare in svariati modi, tra cui: partecipare ad eventi organizzati; acquistare bustine, prodotti sigillati e/o carte singole digitali tramite la valuta del gioco e/o soldi veri; scambiare carte con altri giocatori online.

Naturalmente, con le carte in proprio possesso si possono poi costruire mazzi con cui affrontare altri giocatori direttamente sulla piattaforma stessa. Difatti, in quanto trasposizione digitale della controparte cartacea, offrono ovviamente svariate opzioni di gioco PvP. Queste opzioni includono anche veri e propri eventi torneistici e circuiti competitivi, gestiti interamente online e paralleli al mondo competitivo cartaceo.

Insomma, per riassumere: è come avere un LGS aperto 24/7 e con clienti sempre all’interno pronti a fare una partita! Una figata, no?

Certo, ma come spesso accade, “non è tutto oro quel che luccica”.

Di sicuro più green, ma forse un po’ sad

Per spiegare meglio il perché abbia scelto tale espressione per chiudere il paragrafo precedente, elencati di seguito riporto innanzitutto i principali pro e contro dei TCG Online così da avere una panoramica completa su cui argomentare.

Pro
  1. Accessibilità 24/7.
  2. Nessun problema di spazio fisico. (la propria collezione è interamente digitale e non serve nulla al di fuori di un pc ed una connessione Internet.)
  3. Livello di competitività scalabile e globale.
  4. Regole implementate a codice.
  5. Mercato separato dal prodotto fisico di riferimento.
Contro
  1. Facile assuefazione.
  2. Prodotto posseduto non tangibile.
  3. Interazione umana limitata.
  4. Regole implementate a codice.
  5. Microtransazioni.

Spero si noti dall’ordine e dalle definizioni utilizzate come le liste vogliano essere speculari l’una all’altra. D’altronde non bisogna mai dimenticarsi che ogni medaglia ha due facce.

Nello specifico: se è vero che l’accessibilità on demand (usiamo gli inglesismi per sentirci giovani, perdonateci! Ndr) costituisce una delle grandi conquiste e comodità del nostro tempo, va ricordato quanto ciò renda il pericolo di assuefarsi ad un servizio molto più reale e vicino di quanto si pensi; allo stesso modo, sebbene avere tutta la propria collezione a portata di click senza bisogno di dover frugare in una vecchia scatola di scarpe per quella carta che sei sicuro di avere ma non ricordi dove sia molto comodo e poco dispendioso a livello di tempo, porta ad un’inevitabile perdita di contatto con la realtà e la sua innata bellezza, sia anche solo nell’inconfondibile profumo di una bustina appena aperta (provare per credere!). Questo è quanto si potrebbe dibattere sui primi due punti, ma allo stesso modo per gli altri.

Il punto 4, in particolare, è riportato pari pari nelle due liste proprio perché può essere visto da entrambe le prospettive: se da un lato non doversi preoccupare delle interazioni tra le diverse carte renda l’esperienza di gioco più fluida e gradevole, dall’altro comporta una minore comprensione del gioco stesso ed un apprendimento parziale passivo, che potrebbe anche costare la partita contro un giocatore ben più cosciente del regolamento e dei suoi misteri in una partita vis-a-vis (Come molti cresciuti sui tavoli dei negozi nei primi anni 2000 sapranno bene).

Ma quindi, keep o mulligan?

Al netto di quanto illustrato nel paragrafo precedente, avrete capito perché la domanda con cui ho aperto le danze non sia da semplice “sì”o “no”.

Di sicuro, le piattaforme digitali sono un’estensione ai giochi di carte fisici di incredibile supporto alla loro diffusione e al loro affermarsi come vere e proprie attività professionistiche, permettendo sia alle persone che altrimenti non potrebbero divertirsi con questi passatempi per svariate ragioni di farsi una partita ogni tanto o di provare il brivido di sbustare la carta tanto chiacchierata dell’ultimo set, sia a tutti coloro che desiderano migliorarsi e di competere ai più alti livelli del loro amato gioco di allenarsi secondo i propri tempi e ritmi contro persone da tutto il mondo, inclusi i già affermati pro players.

Ma resta pur sempre vero che nascondono non poche insidie, per via della loro natura digitale e della possibilità di accedervi oramai anche da smartphone (Pokémon TCG Pocket™ e le sue straordinarie carte piacciono anche a noi, comunque).

In definitiva, come accade con quasi tutto nella vita, l’importante è non esagerare: in quanto player, sono felicissimo che esistano anche questi strumenti per far crescere il numero di appassionati ai GCC che tanto amiamo; come dinosauro nostalgico credo che nulla possa battere la gioia di aprire una bustina reale e trovare la bomba del set mentre si assapora il profumo di inchiostro; come nerd ritengo che l’unica cosa che conti davvero è che tutti possiamo goderci le nostre passioni in modo salutare e soddisfacente.

Ci vediamo al prossimo turno!

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