Qualora non aveste già letto altri articoli di questa rubrica, questa è la serie Carte in mano di TheCornerd dove si parla di TCG a tutto tondo! Benvenuti, o ben ritrovati, e via alle pescate!
In questa seconda parte dei consigli per gli acquisti iniziati qui nella speranza di fornire una guida il più semplice e completa possibile, ci focalizzeremo sulla seconda macro-categoria del mercato che interessa tutti i TCG, nonché la casus belli dietro al boom sensazionalistico degli ultimi anni di questo hobby nella sua forma collezionistica, più che ludica: le carte singole.
A ciascuno il suo!
Innanzitutto, ribadiamo cosa si intende con carte singole: con questo termine si identificano tutte le carte dei giochi di carte collezioniabili vendute singolarmente come prodotti a sé stanti.
Ovviamente, una domanda spontanea da farsi qualora le figurine non costituiscano ancora una forma di dipendenza nella propria vita, potrebbe essere da dove nasca l’esigenza di comprare delle singole carte anziché delle bustine o, addirittura, un intero mazzo pronto per giocare. Beh, la risposta non è unica e cambia da persona a persona, sulla base di quello che il TCG rappresenta per ciascuno.
Alcune carte sono dei veri e propri pezzi d’arte, quasi come tesori del passato che hanno tutto il diritto di essere esposti e conservati in teche, diventando così automaticamente oggetto del desiderio di molti. Un esempio lampante è sicuramente il Black Lotus di Magic™, che rappresenta la genesi di questo genere ludico quasi come fosse uno stendardo.

Altre sono invece associate ai ricordi d’infanzia di molti giovani adulti ed hanno un effetto nostalgico travolgente, che va di pari passo con la riconoscibilità globale delle illustrazioni, anche da parte di non giocatori, grazie all’appartenenza a brand multimediali diffusi su tutto il pianeta. Charizard per Pokemon™; Drango Bianco Occhi Blu e Mago Nero per Yu-Gi-Oh™, giusto per intenderci.
Infine, alcune carte sono semplicemente più forti di altre e, quindi, più desiderate e necessarie a chiunque voglia cimentarsi e dedicarsi all’aspetto competitivo innato ai GCC. Oppure, semplicemente, si vuole collezionare un solo set di carte in particolare: che siano quelle di una data espansione, quelle con il proprio Pokémon™ preferito oppure quelle usate dal nonno di Yugi nell’anime poco importa, il risultato non cambia.
Tutti questi fattori combinati hanno creato terreno fertile per la nascita di un vero e proprio segmento di mercato, con tanto di insidie e tecnicismi tipici di tutto quello che concerne la compravendita.
I segni dell’età
Ora ci serve capire che tipologia di carte singole siano acquistabili. Perché sì, nemmeno acquistare le sole figurine di interesse è paragonabile a prendere due etti di crudo al banco.
Innanzitutto, esistono due grandi categorie in cui le figurine in quanto tali vengono suddivise: le carte gradate (dall’inglese grade, ndr)e le carte raw.
Le prime sono carte non giocabili, ognuna contenuta in una teca di plastica che ha sulla parte superiore un’etichetta (detta slab, in gergo) su cui sono riportati dei punteggi per ciascuna delle categorie usate per valutare le condizioni di conservazione della carta stessa, ed un voto finale in dieci decimi con i mezzi voti inclusi (i.e. 7.5). Ovviamente, più alto il voto, più pregiata la carta. I voti sono sempre accompagnati dal logo dell’ente che ha eseguito la valutazione della carta dietro pagamento, il quale automaticamente ne certifica l’autenticità oltre che lo stato di conservazione.
Con il termine raw si indicano invece tutte quelle carte prive di teca, e quindi non gradate da alcun ente, giocabili. Quelle finite in lavatrice perché dimenticate in qualche tasca o mangiate dal cane sono quindi da escludersi e prendono il nome di cortesia tecnico: “sottobicchieri”.
Si noti però che, anche per le carte raw esiste un sistema di valutazione – più o meno internazionalizzato – per indicare quanto la carta sia stata effettivamente utilizzata e come. Va da sé che una carta fresca di busta (detta near-mint da chi è del mestiere) varrà ovviamente di più di una slightly-played, per quanto identiche dal punto di vista del gioco e della fruibilità.
Una volta fatta questa distinzione, bisogna capire quali sono i possibili sistemi di vendita per quelli che sono gli atomi di ogni GCC, e a mio avviso se ne identificano tre principali:
- Le carte singole vere e proprie → Carte vendute sfuse, una ad una.
- I playset → La stessa carta venduta in più copie contemporaneamente. Il numero corrisponde sempre al massimo numero di copie giocabili nel TCG di appartenenza (i.e. per Magic™ solitamente 4; per Yu-Gi-Oh™ 3; etc.).
- I lotti → Una collezione di carte assemblata a volte con logica e a volte senza, venduta così com’è. Spesso si applica la filosofia della “scatola chiusa”, cioè non si sa a priori né l’elenco delle carte all’interno né le rispettive condizioni e si acquista al buio. Quest’ultimo sistema rappresenta un ibrido tra il prodotto sigillato e le carte singole veri e propri.
Una menzione d’onore al bulk: con questo termine si indicano tutte le carte che nessuno si fila e che, quando si aprono le bustine e le si trova, si sa già essere buone giusto per accendere il camino. Ma il tempo passa, e a volte anche il più inutile dei cartoncini può diventare un pezzo da 90, quindi occhio a cosa bruciate durante l’inverno!

Queste carte vengono vendute spesso in lotti a prezzi stracciati da giocatori o collezionisti di lunga data che vogliono liberare un po’ di spazio a negozi di settore che le ritirano o a chi a visto troppe volte The Wolf of Wall Street. Talvolta il prezzo viene fatto al chilo ed è quindi l’unico caso dove il paragone col prosciutto ad inizio paragrafo regge.
A volte basta una botta di culo
Adesso che sappiamo cosa possiamo comprare, resta solo da chiedersi se faccia per noi oppure no. Prima di chiedere al portafoglio cosa ne pensi, ovviamente.
Le carte gradate sono un oggetto prettamente collezionistico, dato che la teca in plastica ne impedisce l’uso pratico. D’altrocanto, l’autenticità ne è comprovata e costituiscono degli ottimi oggetti d’arredo oltre che avere un possibile peso sentimentale per via dell’illustrazione o dei ricordi che tale carta suscita. Inoltre, ultimamente hanno acquistato sempre più la dignità di investimento vero e proprio, portandosi appresso anche tutti gli aspetti negativi che questo termine nasconde, ahimé.
Le carte raw sono invece il pane per tutti coloro che fanno del TCG con cui si dilettano un vero e proprio hobby nel quale impegnarsi divertendosi. I players sono gli utenti principali per questo tipo di prodotto, ma anche i negozi fisici dove questi giocatori si ritrovano generano introiti grazie alla compravendita di queste carte.
Per quanto mi riguarda, sono un accanito sostenitore del comprare le carte singole. Sempre. In linea di massima conviene, e questo è un motivo più che sufficiente a mio modesto parere. Soprattutto se si gioca con le figurine.
Se le si colleziona invece, dipende da che tipo di collezionista si è: le carte gradate possono raggiungere cifre da capogiro e non essere facilmente reperibili, mentre con una bustina basta una bella “botta de’ culo” per fare jackpot al giorno d’oggi. Inoltre, esiste anche un mercato del collezionismo per i prodotti sigillati, quindi acquistarli per metterli in bella vista e farci il background per quando si streamma su Twitch™ non è cosa rara di questi tempi…
Per concludere, ritengo che sia giusto comprarsi quello che renda felici e soddisfatti una volta acquistato, sempre nei limiti delle proprie disponibilità economiche.
Alla fine, è pur sempre di cartoncini per giocare di cui si sta parlando: nulla di necessario per vivere insomma, e questo non va dimenticato mai!
Comunque, nel prossimo episodio chiuderemo la guida con una panoramica sul dove fare acquisti, quindi sfoderate le carte di credito!
Ci vediamo al prossimo turno!



