Se siete parte di quei videogiocatori che hanno un backlog terrificante che li tiene svegli la notte e pochissimo tempo da dedicare ai videogiochi, ho una brutta notizia per voi: dovrete aggiungere anche Edith Finch alla vostra lista. Quella buona invece è che…
1. È breve, ma non superficiale
Tra lavoro, vita sociale e faccende di casa, trovare spazio per un gioco sembra un’impresa. Ma “What Remains of Edith Finch” è una benedizione per tutti noi: si completa in circa due ore, massimo tre, come guardarsi un film, ma non esattamente. Non manca infatti l’interattività che definisce il medium del videogioco. Quest’ultima viene sfruttata al massimo per trascinarvi in prima fila sul rollercoaster emotivo che sono le storie della famiglia di Edith. Enjoy the ride!
2. Un viaggio nella fragilità umana
Questo gioco è un’esplorazione della caducità della vita umana e dell’elaborazione del lutto. Le storie dei Finch sono una finestrella che vi permette di affacciarvi sulle malattie mentali, sul dolore dell’abuso di sostanze, e su come spesso cerchiamo di sfuggire alla realtà. Ogni racconto è un piccolo capolavoro che prova a farti sentire nei panni di chi soffre. Allo stesso tempo ha la capacità di trasmettere leggerezza e speranza e non è mai troppo pesante.
3. Si può condividere e regalare
Immagina di sederti sul divano con un amico o un partner e di sperimentare la storia insieme. Questo gioco si presta bene alla condivisione, perché anche chi è seduto nel “sedile del passeggero”, può seguire il racconto. Questo può essere il modo migliore per introdurre una persona al mondo dei videogiochi. Non richiede una grande abilità ed è certamente un grande esempio dell’unicità dei videogiochi come mezzo per raccontare una storia.
Oppure, visto il prezzo invitante, potreste regalarlo a un amico che possa trarre conforto o ispirazione da queste storie. È un regalo perfetto per stimolare il dibattito e far conoscere una storia davvero toccante.
“What remains of Edith Finch” lo potete trovare a 19,99€ sugli store digitali, spesso in sconto a 9,99 o addirittura a 4,99.
4. C’è qualcosa per ognuno di noi
La famiglia Finch è stata colpita da un numero impensabile e statisticamente irrealistico di tragedie. Questo perché il gioco è volutamente un’ ”antologia” di sfortune umane. Alcune sono raccontate in modo velato, perché il gioco ha molta fiducia nelle vostre interpretazioni e in alcuni casi decide di non essere del tutto esplicito. Poiché lascia spazio a sfumature interpretative un’altra qualità della narrazione ha modo di emergere, cioè che in una storia o in un’altra vi sentirete rappresentati. O forse rivedrete una persona cara e le difficoltà che ha dovuto affrontare. “What Remains of Edith Finch” ti dice: “Sei umano, siamo umani, e va bene così.”
5. La Curiosità della Maledizione Finch
Infine, chi non ama un buon mistero? La famiglia Finch è perseguitata da una maledizione che sembra strappare via i suoi membri nel fiore degli anni, in modi tanto tragici quanto inaspettati. Come possiamo non voler sapere di più? Edith Finch ha solo 17 anni, ed è l’ultima rimasta di tutta la sua famiglia. Ha abbandonato la casa in cui la sua famiglia ha vissuto per generazioni 7 anni fa. Ora ha deciso di tornare e scoprire una volta per tutte le storie che la sua mamma le ha sempre voluto tenere nascoste, esplorare finalmente tutte quelle stanze, preventivamente sigillate perchèé ricordi troppo dolorosi non potessero mai più uscire. La maledizione imperversa ancora? È se anche la giovane Edith dovesse soccombere, che cosa rimarrà di questa sfortunata famiglia?
Indie-cazioni è la rubrica mensile in cui vi consigliamo il videogioco Indie di cui avete già sentito parlare, ma che “non avete ancora avuto tempo” di giocare. Cercheremo di essere quell’amico che vi darà la spintarella che mancava per intraprendere il viaggio videoludico che cercavate, ma che non sapevate si nascondesse nella pila di videogames che avete in arretrato. Qui trovate l’ultimo consiglio del nostro DR. Evil: OUTER WILDS – 5 Motivi per giocare
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