C’è stato un momento, non troppo lontano, in cui le categorie dei videogiochi servivano davvero a orientarsi, soprattutto ai tempi di flashgames. Oggi le abbiamo affinate a tal punto da distinguere i giochi non solo per genere, ma anche per grado di fedeltà a ciò da cui prendono ispirazione. Esatto, sto parlando dei termini Roguelike e Roguelite.
Come potete immaginare nascono da Rogue (videogame con più di 40 anni di servizio) capostipite di un genere che non per niente ne ha preso nome. Secondo la Berlin Interpretation, ripresa e chiarita da altri siti come Gamasutra (oggi Game Developer) e Wikipedia la definizione di Roguelike ha un elenco di caratteristiche più o meno essenziali. Vi lascio anche il link, ma spoiler: “questa lista può essere utilizzata per determinare quanto un gioco sia roguelike. La mancanza di alcuni punti non significa che il gioco non sia un roguelike. Allo stesso modo, il possesso di alcuni punti non significa che il gioco sia un roguelike.”, citazione presa proprio da qui.
E allora perché è stato necessario coniare anche il termine Roguelite?
Perché, a un certo punto, è diventato chiaro che stavamo parlando di giochi costruiti sugli stessi mattoni dei roguelike, ma con un’idea diversa in testa. La generazione procedurale resta, l’imprevedibilità pure, ma il focus del gameplay non è più il ricominciare da capo come davanti a un cabinato, bensì arrivare, prima o poi, a una fine ben definita. Il fulcro diventa la persistenza, ovvero tutto ciò che sopravvive alla singola run come potenziamenti, valute, sblocchi permanenti. Perdi la partita, sì, ma qualcosa te lo porti sempre dietro.
A differenza dei roguelike più “puri”, il roguelite non è pensato per essere completato solo tramite abilità. La vittoria diventa possibile quando la progressione persistente si allinea al livello del giocatore. Questo rende l’esperienza più accessibile, con abbastanza tempo, chiunque può arrivare alla fine, perché i sistemi di carry-over finiscono per compensare i limiti delle skill individuali.
Il roguelite è quindi un sottogenere. Ma, data la natura elastica della definizione di roguelike, tutti i roguelite possono comunque essere considerati roguelike. Anzi, viene quasi da dire che la maggior parte dei titoli moderni del genere sia più roguelite che roguelike. E qui la domanda è inevitabile: sapreste citare un roguelike moderno che non sia anche un roguelite?La risposta me la aspetto da quelli che commentano “in realtà è più un roguelite” dopo che hai detto “non male sto roguelike” parlando di Megabonk. Non stai aggiungendo niente al discorso dicendo che un Roguelike è in realtà un Roguelite, SONO LA STESSA COSA, non parliamo di tassonomia animale in cui più sei specifico più fai vedere di saperne, qui più sei specifico più fai la figura dell’ignorante.



