RITMO INVISIBILE, IL JOGO DELLA CAPOEIRA – Tra Sport e Inclusione

Mi è capitato di leggere un fumetto piuttosto lontano da quelli che frequento di solito, sia per temi sia per linguaggio. Si tratta di Ritmo Invisibile – Il jogo della capoeira, di Luca Vidali, edito da Centometri Edizioni, casa editrice indipendente specializzata in fumetto sportivo e attenta a smontare stereotipi sociali, in particolare legati alla disabilità.

È un fumetto che parla di capoeira, uno sport di cui sapevo pochissimo, ma che in realtà usa la disciplina solo come punto di partenza. Lo sport, infatti, diventa cornice e strumento narrativo per affrontare temi ben più profondi: l’inclusività, l’autonomia, lo sguardo degli altri e il bisogno di essere trattati alla pari.

Attraverso il fumetto seguiamo la storia di Aurora, una ragazzina che non ha ancora trovato il suo posto nel mondo. Aurora è cieca, ma il fumetto è molto chiaro nel non voler ridurre la sua identità a questa caratteristica. Il suo percorso è fatto di tentativi, frustrazioni e desiderio di normalità: non di eroismo, non di pietismo, ma di uguaglianza.

La scoperta della capoeira segna l’inizio di un viaggio fatto di ostacoli, amicizie, scontri, crescita e insegnanti capaci di accompagnarla senza sostituirsi a lei. Il messaggio è limpido: l’aiuto serve quando è necessario, non per definizione. La disciplina sportiva, con le sue regole e le sue relazioni, diventa così uno specchio della vita quotidiana.

E allora cos’è davvero la capoeira? Combattimento, danza, musica, gioco? Forse tutte queste cose insieme. Nella roda Aurora sfida sé stessa e comprende che i limiti non vanno negati, ma riconosciuti, accettati e affrontati, lasciandosi sostenere da chi ci vuole bene.

A chi è rivolto

Ritmo Invisibile è un fumetto per tutti, ma a mio avviso funziona in modo particolare per un pubblico tra i 9 e i 14 anni. I temi affrontati sono importanti e complessi, ma vengono raccontati con un linguaggio semplice, diretto e mai pesante.

I dialoghi vanno dritti al punto, senza inutili giri di parole né ricercate profondità emotive. Proprio per questo motivo, chi è già molto ferrato sui temi della disabilità o cerca una lettura più stratificata e intensa potrebbe trovarlo un po’ “leggero”. Ma è una scelta consapevole: il fumetto sa perfettamente qual è il suo target e lo rispetta.

Anche l’utilizzo del font EasyReading va in questa direzione. È vero, a tratti “sporca” leggermente il tratto grafico, ma allo stesso tempo diventa parte integrante del messaggio dell’opera: inclusività prima di tutto, anche a livello visivo.

Disegni e atmosfera

Ho apprezzato molto i disegni, caratterizzati da fondi colorati che cambiano di capitolo in capitolo, accompagnando le emozioni della storia. Lo stile è semplice, aperto, mai eccessivamente dettagliato: anche qui, l’obiettivo non è stupire tecnicamente, ma lasciare spazio al messaggio.

Conclusioni

Ritmo Invisibile è un fumetto semplice, diretto e sincero, che si legge con piacere. È perfetto per ragazzə e adolescenti, ma resta assolutamente adatto a lettori di tutte le età, soprattutto se interessati a temi come sport, crescita personale e inclusività.

E poi c’è un bonus non da poco: se, come me, non sapevate praticamente nulla di capoeira, questo fumetto è un ottimo punto di partenza per incuriosirsi e voler saperne di più.

Se vi interessa, lo trovate qui