METAMORPHOSIS – La graphic novel che si trasforma

Dieci anni dopo la prima pubblicazione in tre albi in bianco e nero, Metamorphosis di Giacomo Keison Bevilacqua torna in un’edizione definitiva edita da Bao Publishing, arricchita da una variant cover firmata da Zerocalcare o almeno questa è la versione che ho io. Un volume unico che raccoglie tutta la potenza narrativa e grafica di un’opera ambiziosa e profondamente personale, che ha segnato l’inizio del percorso dell’autore romano, ben più famoso grazie a A Panda Piace.

Io l’ho recuperata – ça va sans dire – al Lucca Comics del 2023 e posso dire che è stata una lettura tanto intensa quanto sorprendente. E molto in ritardo, visto che l’ho ripresa in mano solo ora. 

La Trama – Tra sogni, mitologia e sangue

Metamorphosis inizia come un noir urbano, con tinte poliziesche da vero crime podcast (a tratti sembra di ascoltare Indagini di Stefano Nazzi per poi passare a un podcast di Pablo Trincia). Protagonista è Luna, giovane blogger romana, creativa e apparentemente eccentrica, ma in realtà profondamente ferita. Sin dalle prime pagine, il lettore percepisce il suo tormento: Luna vive un rapporto disturbante con i suoi sogni, che diventano via via sempre più reali, tangibili, persino premonitori. Per contenerli, si autoimpone cinque regole – cinque paletti che, tuttavia, sembrano cedere man mano che la storia avanza.

Il racconto si trasforma presto in un thriller soprannaturale, muovendosi tra diversi piani spazio-temporali e narrativi, mentre le indagini su una serie di omicidi misteriosi si intrecciano con un viaggio interiore che coinvolge non solo Luna, ma anche il suo ex compagno, un commissario di polizia, e lo stesso villain, anche lui alla ricerca di un’identità.

Un’opera in tre atti – e tre metamorfosi di genere

Quello che colpisce di Metamorphosis è la sua coerenza interna, nonostante (o forse proprio grazie a) i suoi continui cambi di registro. Non è solo la protagonista a mutare: è la stessa struttura narrativa dell’opera a trasformarsi di atto in atto, in un continuo gioco di specchi tra forma e contenuto. Ogni parte del racconto abbraccia un genere diverso e ben definito, pur rimanendo perfettamente integrata nella trama complessiva. I generi si mischiano e si ribaltano: dal reale al sovrannaturale, dalla commedia alla tragedia, dal thriller al poliziesco.

Primo atto – LEI: il giallo mitologico

Questo primo segmento si presenta come un’avventura investigativa con inserti di mistero esoterico. È un giallo dalle forti tinte mitologiche, in cui l’elemento fantastico è confinato ai sogni e si fonde con l’analisi psicologica. In questo atto iniziano a emergere i primi omicidi, tutti legati a Luna e alle sue visioni oniriche, che si intrecciano con la mitologia classica: ogni sogno sembra decifrare il mondo reale attraverso archetipi greco-latini. Da Narciso a Icaro, da Aracne a Minosse: Metamorphosis si nutre del mito per leggere la contemporaneità.

Secondo atto – LUI: il thriller psicologico

Il focus si sposta sull’antagonista. Qui cambia il ritmo e il tono: il fumetto si fa più teso e riflessivo, abbracciando il thriller psicologico. L’autore ci porta nella mente dell’assassino, facendoci vivere la calma apparente che precede la tempesta, proprio come anticipato da lui stesso. Le atmosfere rallentano, si fanno più cupe e disturbanti. Anche qui il mito continua a fare capolino, ma si mescola con riflessioni sull’identità, sul trauma e sull’auto-percezione.

Terzo atto – LORO: l’action sovrannaturale

Il tono cambia ancora drasticamente. Questo è il momento dell’azione, dove la narrazione si velocizza e prende una piega quasi supereroistica. Il racconto evolve verso quello che potrebbe sembrare la genesi di un supergruppo, tra combattimenti, fughe e alleanze. Si perde un po’ la dimensione intima, ma si guadagna una forza visionaria che culmina nel vero significato della metamorfosi: diventare altro, diventare tutti. È un cambio netto di genere che sorprende e scuote, ma rimane perfettamente coerente con il percorso tracciato fino a quel momento.

Un fumetto che muta, proprio come i suoi protagonisti

Uno dei meriti maggiori di Bevilacqua è aver costruito un’opera che si trasforma insieme ai suoi personaggi. Non solo la storia cambia genere e punto di vista, ma anche la modalità narrativa si evolve: Metamorphosis è un’esperienza destabilizzante che ci costringe a cambiare continuamente prospettiva. È un fumetto che ci mette dentro il sogno e ci chiede di crederci, anche quando non ne capiamo più il confine con la realtà.

In questo senso, il titolo è perfetto: la metamorfosi non è solo tematica, ma strutturale. È un elogio dei sogni e della fantasia, che però non rinuncia a momenti di ancoraggio al reale. Come la manifestazione di Roma, che entra nella storia con una forza brutale e amplifica la tensione narrativa, ricordandoci che anche le nostre illusioni più profonde si scontrano sempre col mondo fuori.

Una graphic novel sulla ricerca di sé

Alla base di Metamorphosis c’è un’urgenza profonda: quella di comprendere se stessi, di accettare il dolore, la perdita, le proprie cicatrici. E questa ricerca non riguarda solo Luna: tocca il commissario, suo ex compagno, che cambia radicalmente sotto l’influenza di lei; tocca l’assassino, che in fondo cerca solo una forma di pace; tocca anche noi, lettori, invitati a riflettere su quanto siamo disposti a mutare per sopravvivere.

Bevilacqua con questa storia dice: “io sono quello di A Panda Piace, ma anche molto di più”. Metamorphosis è un manifesto di crescita artistica e personale, in cui l’autore si confronta con il proprio passato, la propria creatività e i propri incubi.

Luna vive tra due mondi: la vita reale e quella dei suoi sogni. All’inizio sembrano ben distinti, poi iniziano a contaminarsi, fino a non sapere più dove finisca uno e inizi l’altro. Una convivenza onirico-reale che genera confusione, fascino e inquietudine. E anche un po’ di ironia. Diciamolo: in questa graphic novel c’è tutto. L’unico genere che non tocca è il porno… ah no, un paio di tette ci sono.

Disegni e stile – grezzo ma efficace

Lo stile grafico può sembrare grezzo a tratti, poco rifinito, ma è perfettamente coerente con il tono della storia. Non troverete l’iperrealismo scolpito di altri autori, ma una linea espressiva, dinamica, che si adatta alle mutazioni della trama. Se siete amanti del tratto scolastico e lucido, forse storcerete il naso. Ma se accettate l’idea di un disegno che segue la psiche dei personaggi e non il diktat del bello, vi troverete a casa.

Conclusione – Una lettura per chi ama essere destabilizzato

Metamorphosis è una graphic novel coraggiosa, imperfetta, ma piena di cuore. Un’opera che osa, che cambia pelle più volte e che non ha paura di mostrarsi per quella che è: una riflessione onirica, mitologica e profondamente umana sul dolore, l’identità e la trasformazione. Consigliata a chi cerca storie complesse, che non ti danno risposte facili ma ti accompagnano per un pezzo di strada. Dentro e fuori di te.

Se vi abbiamo convinti a leggerlo, potete trovarlo qui.

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