JOE SHUSTER & JERRY SIEGEL – La (povera) storia dei creatori di Superman

Superman lo conosciamo tutti: il più grande e uno dei primi supereroi, capace di rivoluzionare il mondo del fumetto. Un personaggio che ancora oggi genera milioni di dollari grazie ai suoi fumetti, film, merchandising e alla sua iconica “S”. Ma se vi dicessimo che i suoi creatori morirono praticamente nella povertà, senza mai godere del successo della loro creazione?

L’incontro tra due sognatori

Joe Shuster e Jerry Siegel, i “genitori” di Superman, si conobbero al liceo Glenville di Cleveland. Diventarono subito amici grazie alla passione condivisa per la fantascienza, i fumetti e il sogno di sfondare nel mondo dell’illustrazione e della scrittura. Jerry era un talentuoso scrittore di racconti sci-fi, mentre Joe disegnava con l’ambizione di diventare illustratore. Una coppia perfetta, come Bud Spencer e Terence Hill (il paragone non centra nulla? lo so).

Le prime esperienze arrivarono con il giornalino scolastico Torch, che permise loro di affinare il loro talento. Nel 1933, crearono una prima bozza di Superman con The Reign of Superman, pubblicata sulla rivista Science Fiction: The Advance Guard of Future Civilization. Tuttavia, questa versione era ben diversa da quella che conosciamo oggi: un supercattivo intenzionato a conquistare il mondo. Il progetto si rivelò un flop e si fermò dopo una sola pubblicazione.

La nascita dell’eroe

Nonostante l’insuccesso iniziale, i due non si arresero. Jerry capì che l’idea di un superuomo era buona, ma doveva essere rivista: non un villain, ma un eroe con poteri straordinari, venuto da un altro pianeta. Si ispirò a figure iconiche come Jesse Owens, Eracle e John Carter per plasmare il carattere e le abilità del suo Superman.

Joe, invece,ispirato dal boom del mercato del fitness dell’epoca che presentava questi atleti che sfoggiavano le proprie mutande sopra calzamaglie super (detto a caso?) attillate che esaltavano i muscoli, inizia a farsi un’idea di come sarà il suo Superman: mantello, stivali, mutandoni rossi sopra una calzamaglia azzurra e, soprattutto, la celebre “S” sul petto. Un simbolo in bella vista che lo renderà subito riconoscibile ed iconico rispetto a tutti gli altri supereroi del momento che, alla fine, si somigliano un po’ tutti da tra di loro. Una lettera che rappresenterà lo standard per tutti i supereroi che verranno, ma che soprattutto rappresenta in pieno i suoi due creatori: Shuster & Siegel.

Il colpo di fortuna (e l’errore fatale)

Dopo diversi tentativi, nel 1938 un editor della National Allied Publications (futura DC Comics) chiese loro di creare una storia per una nuova rivista: Action Comics. La copertina del primo numero, con Superman intento a sollevare un’auto sopra la testa, lasciò il pubblico a bocca aperta. Il successo fu immediato: il pubblico voleva saperne di più su Clark Kent e il suo alter ego. Infatti non si capisce dalla copertina se quell’uomo, con una “S” gigante sul petto che sta scaraventando una macchina contro una roccia, mentre un uomo è terrorizzato ai suoi piedi, sia l’eroe o il villain della storia.

Jerry e Joe credevano di aver finalmente raggiunto il loro sogno di diventare grandi artisti e di poter vivere della loro creazione. Ma si sbagliavano. Per essere pubblicati sul primo numero di Action Comics, vendettero tutti i diritti di Superman alla National Allied per soli 130 dollari. Un piccolo errore che si rivelò fatale: da quel momento in poi, Superman appartenne alla casa editrice e loro divennero semplici impiegati.

Il successo di Superman e il declino dei suoi creatori

Negli anni successivi, Superman divenne un’icona alla pari di Topolino e Braccio di Ferro, arrivando a rappresentare il 10% dell’intero mercato dei fumetti. Ma Jerry e Joe? Continuarono a lavorare per la futura DC, guadagnando una miseria rispetto ai milioni generati dalla loro creazione.

Nel 1946, decisero di portare in tribunale la DC per rivendicare i loro diritti. Purtroppo, persero la causa e vennero licenziati. L’unica consolazione fu ottenere la dicitura “Creato da Jerry Siegel e Joe Shuster” alla fine di ogni opera di Superman, una magra e inutile soddisfazione.

Dopo il licenziamento, Joe abbandonò il mondo del fumetto a causa di gravi problemi alla vista, mentre Jerry cercò di continuare la carriera di sceneggiatore, senza mai più eguagliare il successo di Superman.

Un triste epilogo

Oggi, Superman continua a essere uno dei personaggi più iconici della cultura pop. Il solo trailer del nuovo film ha generato 250 milioni di visualizzazioni in 24 ore. Eppure, i suoi creatori hanno vissuto una vita segnata dall’ingiustizia, senza mai ottenere il riconoscimento economico che meritavano.

Una storia amara che ci ricorda come, a volte, il successo di un’opera non corrisponda al successo dei suoi creatori.

Fonti: 

Comics e Manga – La storia del fumetto in dieci racconti (2024, Aprile) – Angelo Cavallaro Sommobuta – Feltrinelli