Un racconto breve ma intenso sul legame tra uomo e cane, capace di emozionare anche chi un cane non l’ha mai avuto. Con delicatezza e malinconia, Takashi Murakami ci porta in un viaggio fatto di affetto, cambiamenti e rimpianti, dove il vero centro è il valore delle relazioni.
Un legame visto con occhi diversi
La storia si apre con una bambina che trova un cane randagio. Con la madre lo porta a casa: viene accolto con entusiasmo, riceve attenzioni e cure. La bambina lo chiama Happy, la madre lo accudisce, il padre lo porta a passeggiare e a confidargli segreti. Ma tutto lo vediamo dal punto di vista di Happy. Con il tempo, qualcosa cambia: la madre gli dà solo il necessario, la figlia gioca meno, il padre diventa più silenzioso. Finché, lasciato da moglie e figlia, il padre resta solo con il cane e un’auto. Insieme intraprendono un viaggio on the road, senza meta, che rafforzerà il loro legame. Diventano “cani che guardano le stelle”: chi desidera ciò che non può avere.
Due viaggi, due prospettive
Il manga è diviso in due atti, ognuno con un viaggio che ha un peso e un significato diversi. Il primo è un viaggio nel presente: il padre e Happy percorrono strade reali e metaforiche, esplorando non tanto un luogo quanto il senso del loro legame, giorno dopo giorno. È un’avventura condivisa, fatta di silenzi, piccole scoperte e una vicinanza sempre più profonda.

Il secondo è invece un viaggio nel passato: un assistente sociale ripercorre a ritroso le tracce del padre e del cane, ma allo stesso tempo riapre le porte dei propri ricordi e del rapporto con il suo cane, mai trattato come avrebbe meritato. Qui la strada non porta avanti, ma indietro, verso ciò che è andato perso e che ora si può solo comprendere e rimpiangere.

Queste due prospettive si incontrano, creando un doppio binario narrativo che unisce il presente e il passato, la scoperta e il rimpianto, arricchendo la carica emotiva e rendendo l’opera più intensa e sfaccettata.
Perché colpisce
Si legge in mezz’ora, e già dall’inizio sappiamo che non finirà bene. Ma si continua non per scoprire il finale, bensì per vivere il viaggio con loro. È “leggero” nel tono, non nei temi: parla di perdita e solitudine senza appesantire. Pur essendo un seinen, è adatto a tutte le età, regalando prospettive diverse a seconda di chi legge.
Non ho mai avuto un cane eppure mi ha colpito. Chi ne ha uno, o peggio ancora lo ha perso, è avvisato: declino ogni responsabilità per eccesso di lacrime.
Pregi e limiti
Non è un’opera perfetta: trama e disegni sono semplici, lo stile non è ricercato. Ma non è lì la sua forza. È ideale per chi cerca qualcosa oltre il classico shonen, ma non è pronto per manga più duri e complessi. Un ponte perfetto verso letture più mature.
Breve, tenero e malinconico: lascia il segno senza colpi di scena, ma con sincerità.
Se vi abbiamo convinti a leggerlo, potete trovarlo qui.
Titolo: Il cane che guarda le stelle
Autore: Takashi Murakami
Editore: J-Pop Manga
Prezzo: 6,90 € – Volume unico (autoconclusivo)
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