Nel linguaggio videoludico, pet indica un compagno controllato dall’IA che affianca il giocatore durante l’avventura. Il termine viene dall’inglese “animale domestico”, ma nei videogiochi il significato si è ampliato: un pet può essere un animale, una creatura fantasy, un robot o uno spirito.
Non è il personaggio principale e non è sempre direttamente controllabile, ma è una presenza costante.
A cosa serve un pet nei videogiochi
Il ruolo del pet varia molto a seconda del gioco. In alcuni casi è puramente estetico, in altri ha un impatto concreto sul gameplay. Può attaccare i nemici, raccogliere oggetti, fornire bonus passivi o segnalare pericoli.
In generale, il pet rafforza il senso di compagnia e rende il mondo di gioco più “vivo”.
Pet, companion e summon: le differenze
Anche se spesso vengono confusi, i termini non sono identici.
- Pet: compagno persistente, spesso sempre attivo
- Companion: personaggio con maggiore autonomia narrativa
- Summon: creatura evocata temporaneamente
Il pet è pensato per accompagnare, non per rubare la scena.
Dove li trovi più spesso
I pet sono particolarmente comuni negli MMORPG, nei giochi online e nei titoli con progressione lunga, dove diventano parte dell’identità del personaggio.
Negli anni sono diventati anche un elemento cosmetico molto amato, legato a eventi, stagioni o contenuti speciali.
Perché piacciono così tanto
Il pet crea un legame emotivo. Anche quando non è fondamentale per vincere, rende l’esperienza più personale. È un modo per esprimere stile, affetto e appartenenza, soprattutto nei giochi condivisi con altri giocatori.
Curiosità
- In molti giochi il pet può livellare o evolversi.
- Alcuni pet non combattono, ma sono tra i più ricercati proprio per il loro design.
- Nei giochi mobile e gacha, i pet sono spesso legati a sistemi di rarità e collezione.
