Lakitu è uno dei personaggi più riconoscibili e longevi della saga di Super Mario. Apparso per la prima volta in Super Mario Bros. (1985, NES), Lakitu è quella simpatica (ma irritante) tartaruga con gli occhiali che vola su una nuvoletta e lancia Spiny, piccoli ricci rossi pronti a colpire Mario dall’alto.
Nel corso del tempo, però, Lakitu ha assunto molti ruoli diversi, diventando una delle figure più versatili e iconiche dell’universo Nintendo.

Da nemico a alleato
In origine, Lakitu era semplicemente un nemico volante difficile da affrontare, capace di inseguire il giocatore e bombardarlo con proiettili viventi. Ma col passare degli anni, Nintendo lo ha trasformato in qualcosa di più: una presenza ricorrente, spesso benevola e perfino indispensabile.
Oggi lo si vede come cameraman, giudice di gara o arbitro in giochi spin-off come Mario Kart e Mario Party. È lui, infatti, che solleva i piloti caduti fuori pista o annuncia l’inizio delle corse.
Il simbolismo di Lakitu
Lakitu rappresenta perfettamente la filosofia Nintendo: trasformare un ostacolo in un’icona. Quello che un tempo era un nemico frustrante è diventato un simbolo di simpatia e continuità, presente in quasi ogni gioco di Mario, da Super Smash Bros. ai più recenti Super Mario Odyssey e Mario Kart 8 Deluxe.
Lakitu e la sua nuvola
La nuvoletta di Lakitu è diventata quasi più famosa del personaggio stesso. Nel linguaggio dei fan, “nuvola di Lakitu” evoca un’immagine precisa: una prospettiva dall’alto o una presenza di supporto. In alcuni titoli, come Super Mario Maker, i giocatori possono persino rubare la sua nuvola e usarla per volare temporaneamente nei livelli.
Curiosità nerd
- In Super Mario 64, Lakitu è la telecamera del giocatore: il gioco inizia proprio con lui che riprende Mario dall’alto, rompendo la quarta parete.
- In Mario Kart, il suo ruolo di giudice e “salvatore” dei piloti è diventato un meme tra i fan per la sua puntualità (ma anche per il costo salato del recupero!).
- In Giappone, il suo nome è Jugem (ジュゲム), ispirato a un racconto tradizionale giapponese che parla di un nome troppo lungo per essere pronunciato tutto.
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