Nel parlare di videogiochi si sente spesso dire: “quel gioco ti fa davvero sentire al centro dell’azione”. Ma cosa rende questa sensazione così forte? La risposta sta in un concetto chiave della game design theory: l’agency.
Una definizione semplice
Con “agency” si intende il grado di controllo percepito dal giocatore sulle proprie azioni e sulle conseguenze nel mondo di gioco. È la sensazione che quello che fai conti davvero, che ogni scelta, movimento o strategia sia tua, e non imposta dal gioco. Più un titolo riesce a far sentire il giocatore artefice del proprio destino, più alta è la sua agency.
Non è solo libertà di scelta
Attenzione però: l’agency non riguarda solo la possibilità di prendere decisioni multiple o scegliere un finale. È qualcosa di più profondo. Anche in un gioco lineare, se i comandi sono precisi, le meccaniche ben calibrate e le reazioni del mondo coerenti, il giocatore può sentire una forte agency.
Pensiamo a Celeste, ad esempio: non puoi scegliere come va a finire la storia, ma ogni salto millimetrico è totalmente sotto il tuo controllo. Questo ti dà un senso fortissimo di padronanza. Sei tu che stai scalando la montagna, non un personaggio che si muove per conto suo.
Dove la agency si fa sentire di più
Ci sono generi e titoli che esaltano in modo particolare il concetto di agency:
- RPG con scelte morali, come The Witcher 3 o Disco Elysium, in cui le decisioni plasmano il mondo narrativo.
- Simulazioni immersive, come Deus Ex o Dishonored, dove puoi risolvere una situazione in tanti modi diversi.
- Sandbox come Minecraft o The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom, dove il giocatore crea, costruisce e sperimenta liberamente.
Ma anche giochi più “stretti” come Inside o Limbo possono far sentire l’agency attraverso la fisicità e la responsività del controllo.
Quando l’agency manca (e si sente)
Al contrario, ci sono momenti in cui un gioco priva il giocatore di agency. Succede quando le scelte sono solo apparenti, o quando una cutscene interrompe l’azione per mostrare qualcosa che il tuo personaggio fa, ma che tu non hai deciso. Questo distacco può creare frustrazione, specie se arriva dopo sezioni dove il giocatore si sentiva completamente coinvolto.
Per questo motivo, i designer più attenti lavorano per trovare un equilibrio: raccontare la loro storia, ma lasciando che sia il giocatore a viverla secondo le proprie regole.
L’agency è ciò che distingue un videogioco da un film: è la scintilla che trasforma l’esperienza da passiva a partecipata. È la differenza tra guardare una storia… e farne parte. Più un gioco riesce a farti sentire al comando, più sarà memorabile. E quando le tue scelte, grandi o piccole, cambiano qualcosa nel mondo virtuale, allora sì, stai davvero giocando.
Disclaimer: dentro i nostri articoli usiamo link affiliati di Amazon. Se compri passando da lì, ci dai una mano a tenere in piedi il nostro piccolo angolo nerd (e a non vivere solo di ramen istantanei). Grazie di cuore! 💚
