Quando in Occidente diciamo “sake”, in realtà stiamo usando un termine sbagliato. Il vero nome della tradizionale bevanda alcolica giapponese a base di riso è Nihonshu (日本酒), letteralmente “alcol del Giappone”.
Sake o Nihonshu?
In giapponese la parola sake (酒) significa semplicemente “alcol” in generale: birra, vino, whisky… tutto rientra in questo termine. Per distinguere il vino di riso dagli altri alcolici si usa quindi Nihonshu (日本酒).
Come si produce il Nihonshu?
Il processo è antico e affascinante:
- Si parte da riso lucidato (più è raffinato, più fine sarà il gusto).
- Si usa il kōji (麹), il microrganismo che trasforma l’amido in zuccheri.
- Avviene la fermentazione, che porta a una gradazione alcolica tra il 12% e il 16%.
Il risultato è una bevanda che può essere servita calda o fredda, a seconda della stagione e del tipo di nihonshu.
Tipi di Nihonshu
- Junmai → solo riso, kōji e acqua, gusto pieno e deciso.
- Ginjo / Daiginjo → riso più raffinato, aroma elegante e fruttato.
- Nigori → torbido, perché filtrato meno.
- Sparkling Sake → leggermente frizzante, più moderno e pop.
Nihonshu e cultura nerd
- In anime slice of life o drama giapponesi, il nihonshu appare spesso nelle izakaya (osterie tipiche).
- In videogiochi ambientati nel Giappone storico, come Okami o Ghost of Tsushima, compare come offerta agli dei o come bevanda comune nei villaggi.
- In molte serie seinen (Bartender, Drops of God versione sake) diventa protagonista culturale al pari del vino in Occidente.
Il simbolo del Giappone nel bicchiere
Il nihonshu non è solo una bevanda: è un rituale sociale e spirituale, servito nelle cerimonie shintoiste, nei matrimoni e nelle feste.
Un sorso di nihonshu è un viaggio dentro la storia e la cultura giapponese.



