Gari (ガリ) è lo zenzero marinato servito insieme al sushi. È tagliato in fettine sottilissime e conservato in una miscela di aceto, zucchero e sale.
Il suo colore tradizionale è un rosa chiarissimo, anche se spesso nei prodotti commerciali è più acceso a causa di coloranti naturali (come l’estratto di ravanello rosso).

A cosa serve davvero
Il gari non è un condimento per il sushi, come molti credono, ma un “cleanser” del palato. Lo si mangia tra un pezzo e l’altro per “resettare” la bocca e sentire al meglio i sapori del pesce successivo.
Come viene prodotto
Si usa solitamente zenzero giovane (shin-shōga), più tenero e delicato. Le fette vengono marinate nell’aceto fino a ottenere la tipica consistenza leggermente croccante e il sapore pungente ma fresco.
Perché è rosa
Quando lo zenzero è giovane, ha naturalmente sfumature rosate vicino alla radice. Durante la marinatura in aceto, quel rosa diventa più evidente.
Per rendere il colore più uniforme e commerciale, alcuni produttori aggiungono coloranti naturali. Nei ristoranti tradizionali, però, il colore è molto più tenue.
Dove si usa oltre al sushi
Pur essendo un classico dei sushi bar, il gari può comparire anche in:
- Piatti freddi di noodles
- Insalate giapponesi
- Contorni agrodolci serviti nei teishoku (i menu completi)
Curiosità
- Il nome “gari” deriva dall’onomatopea “gari-gari”, che ricorda il rumore dello zenzero croccante masticato.
- Non va mai mangiato insieme al sushi nello stesso boccone: nella cucina giapponese vera è considerato un errore di etichetta.
- Esiste una variante più dolce chiamata beni shōga, ma è un’altra preparazione e si usa in piatti completamente diversi (takoyaki, okonomiyaki, gyūdon).



