Qualora non aveste già letto altri articoli di questa rubrica, questa è la serie Carte in mano di TheCornerd dove si parla di TCG a tutto tondo! Benvenuti, o ben ritrovati, e via alle pescate!
Nel secondo episodio di questa rubrica, ho menzionato un vaso di Pandora. E per quanto poco saggio possa sembrare agli occhi di chiunque conosca un minimo la leggenda collegata a tale artefatto, oggi lo apriremo e parleremo di una questione tanto complessa quanto scontata dei TCG, ovvero la loro accessibilità.
Dite “budget” ed entrate
Si dice che bisogna conoscere il proprio nemico. E l’accessibilità in un gioco di carte collezionabili non fa eccezione, perché costituisce un vero e proprio ostacolo alla sua diffusione e, di conseguenza, alla sua sopravvivenza.
Quando si parla di TCG, con il termine accessibilità si indica la facilità con cui dei nuovi giocatori possono apprenderne le regole, procurarsi le carte necessarie per giocarci ed avere accesso ad eventi organizzati. Insomma, un vero e proprio mix di fattori essenziali affinché un neofita trovi questo passatempo divertente e stimolante al punto da praticarlo come hobby. E proprio come entrare a Moria era questione di una sola parola, anche qui tutte queste tematiche sono alla mercé di un singolo termine: budget.
Cosi come tutti gli hobby, infatti, anche questo richiede tempo e denaro che sono, per antonomasia, risorse limitate (ahinoi!) e dunque sottoposte a budgeting per natura, ma con un twist: il minimo necessario da investire è direttamente proporzionale non solo ai tre parametri sopracitati, ma anche a quale sia il proprio obiettivo con il TCG in questione.
Non è raro ciò che è prezioso, ma e prezioso ciò che è raro
Per capirci meglio, analizziamo nel dettaglio ogni singola variabile dell’accessibilità fin qui evidenziata:
- Apprendere le regole: I giochi di carte collezionabili possono essere estremamente complessi e questa complessità si evolve di pari passo con il crescere del gioco. Difatti, più un gioco è vecchio, maggiori sono le carte presenti in esso e, di conseguenze, le interazioni e le meccaniche disponibili. Questo deriva dal fatto che le novità sono una necessità all’interno di un gioco dinamico e, di conseguenza, ne vengono introdotte costantemente con l’uscita di nuove espansioni. Questo pattern genera pero tre grandi problemi: il primo è la conoscenza pregressa richiesta anche ai nuovi giocatori, i quali devono imparare non solo le regole base del gioco stesso, ma man mano approfondirle ed integrarle con l’espandersi delle carte con le quali si interfacciano; Il secondo, strettamente collegato al primo, riguarda la modalità di apprendimento delle regole in quanto, sebbene esistano veri e proprio manuali, sono dei tomi molto noiosi ed incomprensibili se non si hanno delle basi solide, perciò non rimane che imparare sul campo da veterani del gioco (tramite una buona dose di sconfitte); il terzo riguarda la comparsa di combo non previste dai team di sviluppo delle nuove espansioni tra carte semi-dimenticate ed appena rilasciate che portano a periodi di tornei dominati da un unico mazzo perché troppo forte.
- Procurarsi le carte necessarie: Che ci si accontenti dei mazzi pre-costruiti pronti all’uso per divertirsi, oppure ci si dedichi semplicemente al collezionismo, capiterà a tutti prima o poi di necessitare una specifica carta ed è qui che si entra nel magico mondo di quello che viene definito “mercato delle singole”, ovverosia la compravendita diretta delle figurine. In questo mercato, i prezzi sono determinati da diversi fattori quali la giocabilità della carta (in sostanza, quante copie vengono giocate nei mazzi competitivi ai tornei ndr) e la sua reperibilità. Mentre sul primo le case produttrici hanno responsabilità limitate, del secondo ne detengono le chiavi di volta poiché sono loro in primis a determinare quante copie di una data carta sono in circolazione. Ne consegue che carte vecchie inchiavabili (aka ingiocabili) mai ristampate e che carte nuove di pacca con tirature super-limitate abbiano entrambe prezzi senza senso che, se richiesti per giocare un mazzo forte o, semplicemente, che piace, possono diventare un grande deterrente.
- Avere accesso ad eventi organizzati: Come visto nell’articolo a loro dedicato, gli LGS sono il luogo dove recarsi al fine di giocare con le amate figurine, ma non è detto che ve ne siano di vicini a casa propria. Ovviamente, avere un gruppo di amici con cui ritrovarsi la sera per lanciare le carte sul tavolo è una valida alternativa, ma se si dovesse essere l’unico a cui piace il gioco in questione, allora potrebbe risultare difficile coltivare questa passione. Al giorno d’oggi sono molteplici i software online (anche gratuiti) con cui alimentare la propria dipendenza da TCG, ma l’affrontarsi vis-a-vis rimane insostituibile. Fosse anche solo per il semplice tenere le carte in mano e mischiarle incessantemente a mo’ di tic nervoso mentre si pensa alla prossima mossa: altro che fidget spinner!
Come è facile dedurre da queste osservazioni, questi tre aspetti sono strettamente interconnessi tra loro e tutti concorrono in modo più o meno importante a creare quello che si potrebbe rappresentare come un fossato tra i nuovi players e la vecchia guardia, che si fa sempre più profondo ed arduo da attraversare man mano che il gioco invecchia, chiaramente.
Vorrei ma non posso
Al netto di quanto visto finora, se qualcuno di voi si fosse spaventato ed avesse perso un po’ di entusiasmo verso i TCG non ci sorprenderebbe. Ma non vogliamo che gettiate cosi facilmente la spugna!
Sicuramente entrare nel mondo, specie quello competitivo, di un TCG sembra all’apparenza una sfida degna di Kratos, ma c’è un ultimo aspetto che non abbiamo ancora discusso, ovvero quale sia il proprio obiettivo con il gioco. E non è un punto dal peso specifico irrilevante, anzi!
Difatti se ciò che ci interessa è battagliare sul caro, vecchio tavolo della cucina con gli amici quella volta al mese, allora lo sforzo richiesto non è diverso da qualunque gioco da tavolo. Al contrario, se sognate di vincere un mondiale, beh, preparatevi a ore e ore e ore di testing, nonché al dover sborsare cifre ingenti per il mazzo top del momento.
Insomma, il budget è si la discriminante, ma chi lo determina siamo noi soli.
Inoltre, i TCG stessi ci vengono incontro in questo senso offrendo svariati formati di gioco, cioè imponendo limitazioni su quali carte e/o set (espansioni ndr) sono utilizzabili, pensati sia per coloro che aspirano a diventare dei veri e propri campioni sia per chi invece voglia semplicemente sfoggiare la propria personalità tramite le carte al venerdì sera nel proprio LGS di fiducia, con l’obiettivo primario di favorire l’ingresso di nuovi giocatori. È il caso di standard in Magic™, dove si possono utilizzare solamente le carte delle espansioni più recenti ancora in commercio e facilmente reperibili.
A questo aggiungiamoci le piattaforme online ed ecco che le occasioni di provare con mano in varie forme il gioco che tanto ci affascina è solo questione di volontà.
Come tutto nella vita, in fondo.
Ci vediamo al prossimo turno!



