Come sapete, noi di TheCornerd abbiamo un debole per il Giappone. Io al punto da venirci a vivere. E proprio da tale scelta nasce questa rubrica J-Corn, il cui obiettivo è presentare in modo semplice e divertente alcuni degli elementi della cultura pop giapponese visti attraverso gli occhi di un expat.
Non credo che le squadre dove ho militato durante l’adolescenza fossero le uniche ad organizzare le lotterie di Natale, la quale faceva dannare non solo i genitori, ma tutto il parentado a cui, inevitabilmente, si rifilavano biglietti manco fosse la prima dell’ultimo film di Demon Slayer™. E comunque, qualora così fosse, chi ha partecipato ad almeno una sagra di paese, non è certo estraneo alla fantomatica “pesca”, la quale non ha nulla a che vedere né coi pesci né con lo sport, ma condivide almeno la dose di fortuna indispensabile per accalappiarne uno bello grosso. In questo caso, però, di premio s’intende!
Se non si fosse capito, oggi parliamo di un sistema di vendita molto simile perfettamente integrato nella cultura nipponica: l’ichibankuji (一番くじ).
Dammene due da 5, che oggi mi sento fortunato
Proprio come accade per ogni lotteria che si rispetti, anche l’ichibankuji (l’alfabetizzazione delle parole giapponesi segue la fonetica inglese, perciò in italiano si legge icibankuji ndr) prevede dei biglietti da acquistare e dei premi da vincere, senza possibilità di andarsene a mani vuote: in sostanza, per paragonarla a elementi nostrani, è una fusione perfetta tra i gratta e vinci e la “pesca” sopracitata. Insomma, proprio come Gogeta quando fa il suo ingresso in scena, ci si sente davanti a qualcosa di nuovo, eppure familiare e molto, molto potente. E no, non è un paragone esagerato, ma vedremo dopo perché.
Prima, chiariamone il funzionamento e come sia possibile non perdere mai, per chi magari non ha ancora avuto l’ebrezza di provare una pesca ad una sagra (esperienza caldamente consigliata!). Semplicemente il numero di premi ed il numero di biglietti disponibili è lo stesso, perciò ad ogni biglietto corrisponde un premio. Questi premi (in giapponese: 賞, shou) sono suddivisi in categorie identificate con le lettere dell’alfabeto, dove A è il più alto e da li si va scendendo. Ma attenzione ad assumere che il premio più alto sia il più raro! Difatti, nel pool di biglietti magari di A ne sono presenti due, mentre di D solamente uno.
Per quanto riguarda il paragone con i gratta e vinci, è la forma del biglietto a suggerirlo. Difatti, non si tratta di un foglio con un numero scritto che possiamo vedere come spesso accade per le lotterie, ma sono dei biglietti apribili come cerotti, che possono sì essere scelti quando vengono acquistati, ma senza alcuna differenza tra essi. E senza numeri fortunati o sfortunati, con buona pace degli scettici.
Una volta aperti, all’interno si trova la lettera del premio che si è estratto e di cui si diventa il fortunato possessore.
Solitamente non esiste un limite al numero di biglietti acquistabili pro-capite per una data ichibankuji, ma talvolta viene introdotto per precauzione.

It’s over 9000!
Se vi ha sorpresi il limite sui tentativi, visionare quali sono i possibili premi all’interno di queste lotterie vi farà subito comprendere la necessità di tale regola. I premi sono generalmente suddivisibili in 2 categorie:
- Le Figures esclusive → I veri grail di questa forma di intrattenimento: vere e proprie action figures pensate e vendute esclusivamente tramite questo canale.
- l Gadget e/o merchandising → Si passa da oggetti utili come sottobicchieri e piccoli asciugamani fino a soprammobili che servono solo a far vedere che almeno ci avete provato.
Ora, nella seconda categoria sono presenti due tipologie di premio, che variano da kuji a kuji: i premi selezionabili e quelli randomici. Nel primo caso, qualora si dovesse vincere un asciugamano, per esempio, sarà possibile scegliere quello che più ci aggrada tra le fantasie ancora disponibili; nel secondo invece riceveremo il premio all’interno di una confezione senza sapere quali di quelli ottenibili abbiamo tra le mani. Nel caso dei premi randomici, esistono anche le versioni “segrete” che non compaiono nella line-up riportata sulle confezioni e dei quali è impossibile saperne forma o dimensione a meno che non li si apra.
A questi premi si aggiunge il cosiddetto “last one” che è effettivamente il premio che viene dato a chi acquisterà l’ultimo biglietto della lotteria a cui è associato. Nella maggioranza dei casi è anch’esso una figure esclusiva, di alta fattura con soggetti accattivanti.
E se volete sapere quali premi sono già stati estratti o quanti biglietti mancano ad aggiudicarsi il “last one”, nei negozi che le vendono sono presenti dei volantini con l’intera line-up riportata e su cui vengono affissi i biglietti mano a mano estratti, cosi che sia sempre chiaro quanti e quali premi siano ancora disponibili.
Ma il divertimento non finisce con lo staccare il biglietto ed uscire dal negozio premio alla mano: i biglietti infatti garantisco tutti una seconda chance che si gioca tramite il cellulare inviando la foto del codice al loro interno ad una chat robotizzata la quale restituisce immediatamente l’esito. In questo caso perdere è ammesso e, anzi, molto comune: questo sistema è infatti su scala nazionale e quindi i partecipanti sono molti di più dei premi a disposizione!

Non ci sono più le mezze stagioni
Anche le 一番くじ seguono uno dei dettami non scritti di qualunque prodotto giapponese: la limitazione temporale. Difatti, ogni lotteria ha una data di uscita ed una tiratura prestabilita, dunque se non si dovessero riuscire ad acquistare dei biglietti prima che questi vadano esauriti, non resta che rivolgersi ad Internet (o ai negozi dell’usato, ma questa è una storia per un altro articolo) proprio come già visto per i gachapon, con tutto ciò che ne consegue.
Comunque non bisogna disperare qualora non si riesca a partecipare: ogni mese escono nuove lotterie con collaborazioni per tutti i gusti! Dagli anime alle band, passando per le catene di ristoranti. Inoltre, per lo stesso brand possono uscire più lotterie all’anno, quindi se quella che tanto agognavate di Dragonball™ fosse sold-out vi basterà attendere la successiva, nella quale magari ci saranno premi ancora più fighi!

La cosa veramente positiva è la facilità con cui poter tentare la propria fortuna a questo gioco. Come (quasi) qualunque cosa in Giappone, anche queste kuji sono vendute nei コンビニ (conbini): praticamente luoghi mistici dove le preghiere degli uomini trovano la loro concretizzazione. Qui avrete solitamente un display di cartone con i premi in bella mostra e che contiene dei tagliandini che vanno presi e presentati in cassa per poter pescare i biglietti con cui vincerne uno. Attenzione però ad entrare in quello giusto, dato che queste lotterie possono essere anche esclusive per una, o alcune, delle catene e quindi vendute solo nei relativi stores.
Oltre a questi punti vendita, anche gli hobby stores talvolta sono inclusi tra i retailers, cosi come i negozi 一番くじ stessi.
Ebbene si, questo prodotto ha anche i propri punti vendita fisici e non solo! Come ogni brand che si rispetti dispone del sito web dove si possono certo visionare tutte le lotterie disponibili, la data di release e dove acquistarle, ma è anche possibile parteciparvi online, in una versione identica a quella fisica, ma interamente digitalizzata. Il sito offre inoltre la possibilità anche a chi risiede al di fuori del paese di partecipare a delle kuji pensate appositamente per l’estero.
Ci auguriamo che, dopo aver letto questo articolo, abbiate un motivo in più per fermarvi al コンビニ sotto l’albergo prima di rientrare la sera e, qualora qualcuno di voi tentasse la sorte o l’avesse già fatto, siamo curiosi di sapere cosa avete vinto!
Sebbene non potrà mai battere il set di tazzine da caffè vinto alla sagra di Veleso.



