Alternavolo è la rubrica in cui non ci si limita a dare un’alternativa ai classiconi da tavolo, ma li si seziona nelle loro meccaniche, consigliando per ognuna un gioco che magari non avete mai considerato. Prendo come riferimento le categorie di BoardGameGeek e per ognuna vi lascio qualche consiglio di giochi che ho provato fisicamente, su Tabletop Simulator, possiedo o conosco per vie traverse, così da dargli un senso. Un senso che invece potrebbe mancare alle Otturbo categorie, quelle con cui catalogo i giochi a modo mio e che troverete sparse negli articoli.
Jenga non ha bisogno di troppe presentazioni: torre di legno, mani tremanti, pezzi che cadono e rovinano tavolo e pavimento. È quel gioco che parte tranquillo e finisce con le grida di disperazione di chi fa collassare la torre. Ma anche Jenga, per quanto semplice, ha le sue meccaniche precise e da lì partiamo per vedere qualche alternativa.
PHYSICAL REMOVAL
Jenga vive della rimozione fisica, togli un pezzo e speri che tutto resti in piedi. In Walls of Scydonia il concetto viene arricchito. Non basta più la mano ferma, perché oltre a quella devi calcolare la balistica di un proiettile lanciato con la catapulta. Qui costringi l’avversario a togliere pezzi, indebolendogli così le mura che si trova a difendere. Sembra un gioco per bambini, ma esistono persino veri e propri campionati come il Walls of Scydonia – Swiss League 2023 – Main Event – Manar Basel
SINGLE LOSER GAME
se in Jenga l’ultimo che fa cadere la torre perde e tutti gli altri vincono, con Sì, Oscuro Signore il concetto è identico, ma in chiave narrativa. Qui non c’è una torre instabile, ma un Signore Oscuro che aspetta spiegazioni e pretende che gliele dia utilizzando il Voi (con la V maiuscola, mi raccomando). Tu sei un servitore maldestro che deve giustificare i propri fallimenti, inventando scuse e scaricando la colpa sugli altri. Alla fine qualcuno cadrà sotto l’ira del Padrone, e sarà l’unico vero sconfitto.

Stacking & Balancing
Sono d’accordo che le due alternative precedenti si distacchino molto da Jenga, ma ehi, Jenga è sia figurativamente che letteralmente un pilastro dei giochi da tavolo, quasi impossibile da eguagliare senza diventarne una copia. C’è forse un’eccezione di nome Stone Layer, in cui la mano ferma resta fondamentale ma è usata per costruire. Non blocchi tutti uguali, ma pezzi diversi per forma e dimensione. Meno tensione da crollo inevitabile e più sfida ingegneristica: fino a che punto riesci a costruire senza mandare tutto in rovina?

Categorie firmate Jenga
Come detto, è un prodotto così unico che le meccaniche che lo compongono sono solo tre. Però è lo stesso Jenga a proporre varianti che vale la pena considerare: Obbligo o Verità Jenga, dove in base al pezzo estratto devi affrontare una penitenza o dire la verità; la versione mini, che rischia di finire nell’Otturbo categoria “gioco da spiaggia” (se non sai a cosa mi riferisco, prova a leggerti un altro Alternavolo); e la sua nemesi, la versione gigante e quella ancora più gigante e poi va beh probabilmente si arriva direttamente ai grattacieli. Esiste anche la versione Super Mario, che se sei fan della saga o in generale di Nintendo vale la pena avere: oltre a rimuovere i blocchi, in questa versione devi far salire in cima alla torre il tuo personaggio.

Categoria varianti firmate Otturbo
Allora, queste sono fuori dagli script. Se prendi la versione normale (o anche quella mini o gigante) puoi scrivere una regola su ogni blocco e trasformarla in un drinking game da pub o da festa in casa. La stessa cosa può valere per un altro tipo di festa, magari più intima e con meno invitati. In quel caso il gioco diventa Hot Jenga o Strip Jenga: il concetto l’hai capito. Per quest’ultimo consiglio di levigare bene i blocchi o prenderli direttamente smussati, in materiali facilmente igienizzabili.
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