USATO, CHE PASSIONE – Quando lo shopping diventa una caccia al tesoro

Come sapete, noi di TheCornerd abbiamo un debole per il Giappone. Io al punto da venirci a vivere. E proprio da tale scelta nasce questa rubrica J-Corn, il cui obiettivo è presentare in modo semplice e divertente alcuni degli elementi della cultura pop giapponese visti attraverso gli occhi di un expat.

Quando si parla di viaggio in Giappone, se si è un minimo nerd, sarà quasi scontato prevedere delle tappe alla caccia di oggetti legati alla cultura pop di questo paese, che ha oramai valicato qualunque confine nazionale. Che siano figures, peluches, gacha-gacha o retrogames, partire con una valigia extra vuota da riempire sulla via del ritorno è una strategia da non sottovalutare!

Ma com’è possibile riempire addirittura una valigia di acquisti? Beh, è quello che cercheremo di spiegarvi qui.

La spazzatura di un uomo è il tesoro di un altro

La risposta è la presenza diffusa e radicata di quelli che noi chiameremmo negozi dell’usato, ma che in giapponese possono essere definiti come リサイクルショップ (risaikurushoppu, dall’inglese recycle shop).

In questi stores, come suggerito dal nome stesso, sono acquistabili prodotti di seconda mano ad un prezzo tendenzialmente inferiore a quello di copertina (espressione utilizzata nell’editoria per indicare il prezzo riportato su un libro o un fumetto nuovo ndr). Le condizioni della merce sono variabili e si rispecchiano nel prezzo: ad esempio le action figures aperte, o addirittura senza scatola, costeranno meno del medesimo oggetto ancora sigillato nella propria confezione.

Per tutti coloro che non siano stati inc…astrati dalla politica di ritiro di GameStop™, chiariamo anche il significato di “seconda mano” o “ usato”: con tale termine si indica un oggetto che, sebbene si trovi in vendita in un negozio (o online, in pieno stile 2025), abbia già avuto almeno un proprietario e non sia quindi nuovo di fabbrica.

Nello specifico: i リサイクルショップ acquistano la propria merce direttamente dai proprietari. Difatti, che sia per ridurre gli scatoloni in vista di un trasloco o fare un po’ di liquidità per organizzare un matrimonio, chi vuole liberarsi di vari oggetti può recarsi in questi negozi dove è presente un banco adibito appositamente alla vendita che valuterà quanto portato e farà un offerta per il ritiro.

Pagine e pagine, ma anche peluches

Ma quindi, cosa si può vendere o acquistare in questi posti? Beh, non sarebbe esagerato rispondere “di tutto”, ma a dire il vero dipende dove si va.

In Giappone sono presenti varie catene di negozi dell’usato, oltre a più piccole realtà locali. Di queste catene, forse la più comune è quella a cui appartiene il chiaccherato BOOK-OFF™ .

Come suggerito dal nome, questi store sono specializzati in libri e fumetti usati (simili al nostrano Libraccio™ ) ma non limitati ad essi: difatti vi si possono trovare anche action figures, GCC e videogames. Nella stessa catena, che si riconosce per via dell’ “OFF” finale, ci sono diverse tipologie di negozi quali HARD-OFF™, specializzato in hardware ed elettrodomestici, e BOOK-OFF +PLUS™, il quale tratta anche abbigliamento.

Qualora siate alla ricerca di un negozio al pari della tasca di Doraemon™, invece, la catena キンブル (kinpuru) non vi deluderà, dato che il motto sull’insegna è “Compriamo di tutto”. Ad essere sincero, io non ci sono ancora andato, ma è di sicuro nella lista dei posti da visitare!

Mentre per i collezionisti seri che ci seguono non posso che suggerire il rinomato Mandarake™. Qui, oltre a action figures e GCC si trovano prime stampe molto rare e giocattoli d’epoca dal gusto vintage intramontabile. Ovviamente questo è un negozio di alto livello, ed i prezzi lo rendono chiaro quanto i capelli di un super sayan.

Giro Giro Tondo

Ora, immaginatevi lì, all’interno di un’isola di uno di questi negozi. Davanti ad una parete di figures del vostro anime preferito. La salivazione ed il battito aumentano, iniziate a sudare e deglutire vi costa parecchia fatica. E non è perché vi state trasformando in Hulk o simili: siete semplicemente un’appassionato in paradiso. Ne comprate anche solo una, e con la scatola che ingombra portarla oltreoceano non si prospetta un’impresa facile. Da qui, il passo ad una valigia in più è sorprendentemente breve.

Per quanto questi negozi appaiano come un vero e proprio parco giochi per i turisti, non dovrebbe sorprendere notare, entrandoci, l’elevato numero di clienti giapponesi che li frequenta. Difatti questi store costituiscono un punto cardine per la diffusione della pop-culture nipponica anche in terra natale: prezzi accessibili, stock in perenne mutamento ed una rete capillare di sedi fanno si che chiunque possa leggersi gli ultimi manga di tendenza, costruirsi un personale showcase nella sua stanza modificandolo di tanto in tanto a cifre modiche o rigiocare a titoli oramai divenuti leggenda (sempre che si disponga ancora di una TV a tubo catodico, ammesso e non concesso sappiate cos è… Dio, sono vecchio!).

Tutto ciò fornendo allo steso tempo un punto di snodo cruciale per un’economia circolare concreta. In un mondo sempre più ossessionato dal comprare e dal possedere, avere la possibilità di fare shopping senza ingrassare i soliti noti e donando nuova vita a ciò che altrimenti sarebbe stato buttato aggiunge un po’ di impatto sociale all’acquisto che fa uscire col sorriso dal negozio.

Sorriso che nasce forse anche dal brivido del controllare se ci sia o meno quel numero del fumetto che si cerca da una vita, o quali nuovi titoli per NES™ siano arrivati sugli scaffali, o se c’è una statua perfetta per quell’angolino sulla mensola in camera… Altro che Indiana Jones!

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