Nel 1978, Will Eisner ha cambiato per sempre il mondo del fumetto con Contratto con Dio, un’opera che non solo ha ridefinito il medium, ma ha anche aperto la strada a un nuovo modo di raccontare storie attraverso le immagini. Considerata la prima graphic novel moderna, questa raccolta di racconti ambientati in un caseggiato newyorkese ha lasciato un segno indelebile per i temi trattati, per l’innovazione stilistica, ma, soprattutto perché ha rivoluzionato l’importanza del fumetto.
Tuttavia, sebbene Eisner abbia dato il via al filone narrativo della graphic novel, il termine era già stato coniato da Richard Kyle nel 1964. Kyle utilizzò questa definizione in un saggio pubblicato sulla fanzine Capa-Alpha, dove sosteneva la necessità di un’evoluzione del fumetto verso una forma narrativa più complessa e letteraria. Nonostante il termine fosse già stato usato, fu l’opera di Eisner a renderlo popolare e a dimostrare le potenzialità del medium creando una vera e propria categoria.
Un’opera incompresa all’inizio
Nonostante la sua importanza odierna, Contratto con Dio non fu immediatamente riconosciuto come rivoluzionario. Il pubblico e le librerie non sapevano come catalogarlo: non era un fumetto tradizionale, né un romanzo vero e proprio. La difficoltà di classificarlo dimostra quanto fosse nuova e audace l’idea di Eisner, che contribuì a dare dignità letteraria ai fumetti. L’assenza di un formato riconoscibile creò confusione: non era un comic book con supereroi, né una striscia umoristica. Questo portò molte librerie a relegarlo in categorie marginali o a non esporlo affatto, limitandone la diffusione iniziale. Anche il pubblico, abituato a un certo tipo di narrazione fumettistica, trovò destabilizzante la sua struttura, più vicina a un romanzo letterario che a un albo illustrato.

Solo con il tempo, grazie al passaparola e alla crescente attenzione della critica, l’opera ottenne il riconoscimento che merita. È proprio grazie a questa opera che il termine “graphic novel” ha preso piede, distinguendosi dai comic book più commerciali e aprendo la strada a una nuova concezione del fumetto come forma d’arte matura e narrativa.
Una storia nata dal vissuto
Al centro della narrazione c’è la vita nel Bronx degli anni ‘30, con personaggi e storie ispirate a esperienze reali. I racconti esplorano tematiche universali come il dolore, la fede, la povertà e l’immigrazione.
La storia che dà il titolo all’opera è la più significativa e anche autobiografica: racconta di Frimme Hersh, un ebreo ortodosso che, dopo la morte improvvisa della figlia adottiva, perde la fede in dio con cui aveva fatto un contratto da giovane e si confronta con un mondo duro e crudele. Questo tema si collega direttamente alla vita dell’autore: infatti, anche Will Eisner ha dovuto convivere con la perdita di una figlia, un evento che ha, ovviamente, lasciato un segno profondo nella sua esistenza e si riflette nella disperazione e nel senso di ingiustizia provato dal protagonista. Il dolore di Frimme Hersh diventa così un’estensione di quello di Eisner, rendendo la narrazione ancora più autentica e intensa. Un dolore che Eisner è riuscito a far uscire solo grazie alla sua matita e al fumetto. Infatti, per quasi 20 anni, ad eccezione del parallelismo con il protagonista di un Contratto con Dio, Will non parlò (o non riuscì a parlare) della morte di sua figlia.

Le altre storie del volume seguono lo stesso registro, esplorando le difficoltà della vita nei quartieri poveri, le ambizioni e le cadute morali dei personaggi, sempre con un realismo crudo e senza compromessi.
L’innovazione stilistica e il tratto impattante
Dal punto di vista artistico, Eisner rompe con le convenzioni del fumetto classico dell’epoca, utilizzando una composizione della tavola estremamente fluida e dinamica. Abbandona la rigidità della vignetta tradizionale per creare pagine che guidano l’occhio del lettore attraverso la narrazione con un ritmo quasi cinematografico. L’uso di splash page e di vignette irregolari permette di enfatizzare i momenti di maggiore tensione emotiva, rendendo l’esperienza di lettura più immersiva e avvolgente.
Il tratto di Eisner è estremamente espressivo e carico di pathos. I suoi personaggi non sono mai statici, ma sembrano sempre in movimento, con posture e volti che trasmettono emozioni profonde, a volte con un tratto quasi “sporco” che non fa riconoscere il personaggio, ma solo le sue emozioni.
L’utilizzo magistrale del chiaroscuro aggiunge ulteriore drammaticità, creando un’atmosfera intensa e malinconica. Inoltre, la capacità di tratteggiare la personalità dei protagonisti in poche vignette è straordinaria: bastano pochi dettagli nei volti o nella postura per delineare un’intera storia di sofferenze, sogni e delusioni.

Questo approccio stilistico ha reso Contratto con Dio un’opera rivoluzionaria, ispirando generazioni di fumettisti e aprendo la strada a un nuovo modo di intendere il fumetto, più vicino alla letteratura e al cinema per profondità narrativa e impatto visivo.
Un’eredità ancora viva
Oggi, Contratto con Dio può sembrare meno dinamico rispetto alle graphic novel moderne, ma è proprio grazie a questa opera se il medium si è evoluto. È stato un apripista, dimostrando che il fumetto poteva affrontare tematiche adulte con maturità e raffinatezza.
Un certo Frank Miller (Daredevil, Batman vi dicono qualcosa?) commentando l’opera di Will ha detto:
“È stato un punto di riferimento per tutti noi, per prima volta ho iniziato a vedere ciò che facevo non come periodico, non come temporaneo, ma come un lavoro che poteva rimanere sullo scaffale per sempre”.
Ancora Alan Moore (Watchmen, V per Vendetta per intenderci):
Uno dei tentativi più coraggiosi di far uscire le storie a fumetti dalla loro nicchia di supereroi soffocanti e adolescenziali, per portarle nei territori più ricchi e più ampi che la narrativa letteraria mainstream, i film e ogni altro tipo di medium che si voglia nominare hanno goduto fin dalla loro nascita come un dato di fatto
Inoltre, è il primo volume di una trilogia che continua ad approfondire il microcosmo del Bronx, arricchendo ulteriormente il panorama narrativo di Eisner.
Pensieri finali
Will Eisner non solo ha scritto una pietra miliare del fumetto, ma ha anche dato dignità artistica e letteraria a un medium spesso sottovalutato. Contratto con Dio non è solo un’opera da leggere, ma da studiare, per capire come un fumetto possa essere allo stesso tempo potente, emozionante e rivoluzionario. Un libro che ha aperto la strada a tutto ciò che oggi chiamiamo Graphic Novel.